Echi canadesi

Il Manifesto Deontologico dell’ADCI viene ripreso fino in Canada, sullo StarPhoenix, anche con dichiarazioni di Pasquale Barbella.

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France 24 parla del Manifesto Deontologico ADCI

France 24 International News cita l’Art Directors Club Italiano e parla della presa di posizione dell’associazione per l’etica in pubblicità attraverso il Manifesto Deontologico ADCI.

L’articolo riprende i temi di cui si è parlato durante l’incontro fra l’ADCI (rappresentato dal Presidente Massimo Guastini e dai soci Annamaria Testa e Pasquale Barbella) e l’Associazione Stampa Estera.

 

 

 

Ancora cartoline dalla Francia

Dopo la lettera di Andrea Stillacci sulle Giurie ADCI Awards, proveniente da Parigi, adesso un lusinghiero messaggio da una giornalista francese.

A seguito dell’incontro dell’ADCI con l’Associazione Stampa Estera, Massimo Guastini ha ricevuto questo messaggio da Dominique Muret che estendiamo a tutti i soci ADCI:

> Inizio messaggio inoltrato:

Da: Dominique Muret
Data: 26 maggio 2011 11:46:07 GMT+02:00
A: Massimo Guastini, Stampaestera
Oggetto: grazie a te!

Caro Massimo,

sono io che ti ringrazio a nome della nostra associazione per l’incontro stimolante di ieri, chiedendoti di trasmettere i nostri ringraziamenti entusiasti anche a tutti gli altri partecipanti.

 Ne approfitto per ringraziare anche Sakis per avere proposto questo tema “scottante” e per averci dato un aiuto ad organizzare il dibattito.

Spero ci saranno altre occasioni di incontro con voi e il vostro club!

Intanto, ti allego l’articolo che ho scritto per l’Agence France Presse, che è stato pubblicato questa mattina.

Un saluto cordiale,

Dominique

[L’articolo che segue è stato pubblicato anche qui e qui.]

Italie-société-publicité-femmes,PREV
Des publicitaires montent au créneau contre l’Italie sexiste (PAPIER D’ANGLE)
Par Dominique MURET

MILAN (Italie), 25 mai 2011 (AFP) – Peut-on vanter un produit sans l’accompagner d’une pin-up dénudée? Un groupe de créatifs a lancé un “manifeste déontologique” pour sortir du modèle sexiste imposé par la publicité et la télévision, qui suscite un mécontentement croissant en Italie.
“Il y a peu, les compagnies de téléphone italiennes ne pouvaient envisager une campagne sans la sempiternelle jeune femme avenante et très décolletée”, explique Massimo Guastini, président de l’Art Directors Club italien (ADCI), à l’origine de ce manifeste.
“Alors que ces opérateurs étaient concurrents, ils communiquaient tous sur le même mode et ne parvenait plus à se différencier. Ils ont fini par changer leur fusil d’épaule”, raconte-t-il.
Vodafone est par exemple passé à des saynètes familiales interprétées par le mannequin un peu moins voyant Ilary Blasi et son mari, le champion de football Francesco Totti.
Quant à l’opérateur de téléphonie mobile TIM, il a dû faire disparaître de ses spots en février une starlette jugée trop vulgaire par les consommateurs.
Le manifeste de l’ADCI, qui réunit quelque 200 créatifs, invite les professionnels de la publicité à “modifier les modalités de la communication afin de ne pas consolider des stéréotypes négatifs”.
“Les gens n’en peuvent plus de cet abus du corps féminin dans la pub. On le perçoit notamment dans les réseaux sociaux sur Internet. Surtout depuis les épisodes embarrassants de notre chef du gouvernement, Silvio Berlusconi, entouré de très jeunes filles”, affirme la publicitaire Annamaria Testa, signataire du manifeste.
Pour elle, le grand signal a été la descente dans les rues de Rome de près d’1 million de femmes le 13 février “pour protester contre leur dignité bafouée” par les scandales sexuels impliquant le Cavaliere.
“Avec ce manifeste, nous prenons position de manière forte et publique face à une situation devenue insoutenable. La publicité a une responsabilité dans les goûts, le style de vie, le système de valeurs d’un pays. Nous devons changer l’actuelle culture collective de l’Italie, où le modèle de réussite pour les femmes est celui d’être séduisante et d’épouser un homme riche”, fustige-t-elle.
Témoin de cet agacement, l’Institut d’autodiscipline publicitaire (IAP) reçoit “de plus en plus de plaintes de la part du public, de 100 à 150 par cas contre une dizaine auparavant”, indique son secrétaire général Vincenzo Guggino.
En 2010, cette autorité a bloqué 22 publicités, dont beaucoup “s’appuyaient sur des double-sens, violant la norme de la décence”.
“L’utilisation du sexisme dans la publicité existe depuis longtemps aussi dans d’autres pays. Mais en Italie, le phénomène a pris une ampleur inégalée, car dédouané par un climat hédoniste et vulgaire véhiculé par la télévision”, explique Pasquale Barbella, professeur de communication à l’école milanaise Polidesign.
Avec l’arrivée des chaînes privées, en particulier celle du groupe Mediaset de Silvio Berlusconi, les soubrettes dénudées ont déferlé dans les programmes télévisés, changeant radicalement l’imaginaire collectif italien.
Et aujourd’hui les entreprises, commanditaires de la publicité, ont du mal à évoluer. Dans les publicités italiennes, les mamans sont toujours belles, blondes et entourées de plusieurs enfants… alors que le taux de natalité est l’un des plus bas du monde.
“Lorsqu’ils voient les spots audacieux réalisés dans les autres pays, les industriels italiens applaudissent. Mais quand il s’agit de leurs propres campagnes, ils refusent les projets décalés et nous réclament sans cesse la jolie fille plantureuse”, déplore Massimo Guastini. Pour lui, “les entreprises sont toujours les dernières à bouger car elles ont peur”.
dmu/mle/clr

Portfolio Night Milano: SOLD OUT.

Ora è ufficiale: insieme a quella di Toronto la nostra Portfolio Night sarà una delle più importanti al mondo.

La shortlist degli ADCI Awards

ADCI AWARD 2011
Ecco l’elenco di tutti i lavori scelti dalle giurie degli ADCI Award e che saranno pubblicati nel prossimo Annual dell’ ADCI Art Directors
Club Italiano.

Tra premiati e short list le giurie, presiedute da Andrea Stillacci, hanno selezionato l’11,03% dei partecipanti nelle categorie classiche. Il 26,2% nel design e il  35,41% nell’area online e digital media.

La shortlist è scaricabile qui:

http://adci.it/news.php?id=67&idN=31

L’Italia attraverso la Pubblicità: l’Associazione Stampa Estera incontra l’ADCI

L’Associazione Stampa Estera incontra l’ ADCI Art Directors Club Italiano per parlare dell’immagine dell’Italia, la politica, i rapporti fra uomini e donne, l’evoluzione sociale attraverso la comunicazione pubblicitaria.

"Le stelle sono tante, milioni di milioni..."

Ecco una selezione di dichiarazioni durante l’incontro (livetwitting di mizioblog).

Annamaria Testa: “Ogni professionista serio deve sentirisi responsabilizzato. Per questo il Manifesto Deontologico dell’Art Directors Club Italiano
Pasquale Barbella: “Quello delle donne è solo il tema più vistoso, ma ce ne sono molti altri. Non c’è creatività senza intelligenza”.

O’ Brian: “C’è qualche segno che le cose stanno cambiando?” Annamaria Testa: “Sono nell’aria una serie di cambiamenti forti. Certe società sembrano immutabili poi cambiano all’improvviso. Noi possiamo fare la nostra parte. Ci auguriamo chr anche i clienti, i media… facciano altrettanto…”

Massimo Guastini: “Stiamo divulgando il Manifesto Deontoloigco e vorremmo condividerlo con il mondo delle aziende. Stiamo preparando un gruppo di lavoro che produrrà una campagna di sensibilizzazione sul tema del corpo della donna e come viene utilizzato in comunicazione”.

Barbella: “Sono preoccupato dalle cose che si vedono ma altrettanto da quelle che non si vedono. Avete mai visto una badante in uno spot? Siamo vittime del lifestyle. Anoressia come life style…”

Giornalista olandese: “Non è colpa vostra che non siete abbastanza convincenti?”

Annamaria Testa: “Con il manifesto vogliamo arrivare alla gente, perché solo grazie a loro potremmo cambiare: per un cliente vale molto più una massaia di dieci pubblicitari. Per le aziende noi siamo solo fornitori.

Fra le aziende telefoniche, la prima a cambiare atteggiamento è stata Vodafone. L’ultima è stato Tim”.

Barbella: “È l’idea del testimonial che è arcaica. Scegliere una sacerdotessa per veicolare l’immagine del proprio brand è pratica arcaica.”

Vincenzo Guggino, IAP Istituto per l’Autodisciplina Pubblicitaria: “Il panorama italiano non è il Far West. Nel 2010 abbiamo bloccato 22 campagne. Molte basate su doppi sensi: ‘te la diamo gratis’, per una macchinetta del caffè… Presto faremo un accordo con la Rai. Rai, Ministero delle Pari Opportunità, Manifesto Deontologico ADCI, qualcosa si sta muovendo…”

Giornalista:  “C’è stato un cambiamento nel numero delle segnalazioni?”

Guggino: “Negli ultimi anni le segnalazioni si sono moltiplicate. Il web, i blog hanno amplificato le coscienze…”

Barbella: “Per cambiare i cliché della pubblicità bisognerebbe inventarsi la satira dell’advertising.”

Uomini soli al comando

Il concetto di leadership (“comando”, “guida”) deve cambiare? Come?

Qui un libro, alcune riflessioni e un dialogo fra Massimo Guastini e Lorella Zanardo.

Libro "Leadershit", saggio, editore "Ponte alle grazie"

Libro "Leadershit", autore Andrea Vitullo, editore "Ponte alle grazie"