Manifesto Deontologico ADCI: le reazioni in rete e stampa online

Affari Italiani 4 aprile 2011 “Donne e pubblicità/ L’Art Director’s Club Italiano presenta a Roma il Manifesto deontologico per promuovere un cambiamento positivo nella comunicazione”

Donald Draper Bad Avenue 4 aprile 2011 “Manifesto Deontologico ADCI.”

Youmark 4 aprile 2011 “Ecco il manifesto ADCI per una pubblicità etica. Al via una campagna di sensibilizzazione.”

Giovanna Cosenza Disambiguando 4 aprile 2011 “Il Manifesto Deontologico di alcuni pubblicitari.”

Creatività italiana 4 aprile 2011 “Presentazione del Manifesto deontologico ADCI.”

Mediakey 4 aprile 2011 “Il Manifesto Deontologico ADCI”

Comunicavanelli 4 aprile 2011 “L’immagine della donna e il codice deontologico ADCI-Intervista ai redattori”

Nicoblog 4 aprile 2011 “ADCI e il manifesto deontologico”

Creativo per caso 4 aprile 2011 “Manifesto Deontologico ADCI e intervista a Massimo Guastini e Annamaria Testa”

Queste sono le prime reazioni in rete alla presentazione del Manifesto Deontologico ADCI (qui altre info e il link per scaricarlo). Chi ha altri link e segnalazioni è pregato di farlo indicandolo nell’area dei commenti.

Il Manifesto Deontologico ADCI: la sintesi di 25 anni di buon lavoro, e le linee guida per un lavoro migliore nel futuro.

Lunedì 4 aprile 2011 verrà presentato al Consumers Forum, come già anticipato qui, il Manifesto Deontologico dell’Art Directors Club Italiano. La presentazione avrà luogo nell’ambito del Convegno “Il consumo dell’immagine della donna” a cui interverranno, tra gli altri, Emma Bonino (Senato), Linda Laura Sabbadini (Istat), Vincenzo Giuggino (IAP), Teresa Petrangolini (Cittadinanzattiva), Rosario Trefiletti (Federconsumatori), Cristina Molinari (Pari o Dispare). E’ stata invitata il Ministro per le Pari Opportunità, Mara Carfagna.

Massimo Guastini e Annamaria Testa, presenti per l’Art Directors Club Italiano, illustreranno i contenuti del Manifesto Deontologico che riassume i valori della pubblicità corretta secondo l’Art Directors Club Italiano, come viene dimostrato anche dalla migliore pubblicità italiana premiata nei 25 anni di attività del Club.

Il manifesto è stato scritto da Pasquale Barbella, Massimo Guastini, Maurizio Ratti e Annamaria Testa (in ordine alfabetico), e visto dai Past President ADCI Fritz Tschirren, Gavino Sanna, Aldo Biasi, Franco Moretti, Milka Pogliani, Lele Panzeri, Maurizio Sala, Marco Cremona.

Il Manifesto è scaricabile qui in formato PDF: Manifesto_Deontologico_Adci_ITA

Qualche gluteo in meno e qualche idea in più?

Il mitico Pasquale Barbella, in un one-liner nella mailing list dell’ADCI, ci regala il link a questo articolo de La Ventisettesima Ora del Corriere della Sera che voglio condividere con voi.
L’attuale Consiglio, approvando totalmente il Programma di Massimo Guastini e con le azioni successive, si è dato parecchio da fare su questo tema e lo leggete anche in questo blog.

Mi piace l’iniziativa delle ragazze di Non chiederci la parola, casa di produzione video che ha come obiettivo raccontare il mondo attraverso gli occhi delle donne con autenticità, ironia e leggerezza.

Mi piace che non vogliano accontentarsi del trucco anni ’80 insegnato nelle scuole di pubblicità: «Se non avete idee, mettete una donna o un bambino» e visto che “a mettere freno sui bambini ci ha pensato qualche legge”, come dicono nell’articolo, a mettere freno all’abuso del corpo della donna in pubblicità mica dovrà pensarci solo Massimo e il Consiglio ADCI?

Il link al sito delle ragazze è qui.

La Carfagna, lo IAP e il corpo delle donne. Donald Draper domanda, Massimo Guastini risponde

Donald Draper termina il post citato qui sotto con una domanda all’ADCI: “Ad esempio, dato che alcuni del nuovo consiglio mi leggono, l’ADCI ha intenzione di fare qualcosa a riguardo?”. Massimo Guastini, presidente ADCI, risponde qui.

Aggiungo che forse Donald Draper in questo frattempo s’è distratto, perché il tema fa parte del Programma per cui Massimo Guastini è stato eletto, e se n’è parlato molto anche qui, qui e qui. O forse, essendo estremamente attento a quello che accade nelle stanze segrete dell’advertising, Donald non nota quello di cui si parla pubblicamente e in modo chiaro e diretto. sui blog, alla radio, sulla stampa.

La Carfagna, lo IAP e il corpo delle donne. Martedì scorso, al convegno IAP, Mara Carfagna ha firmato con l’Istituto di Autodisciplina Pubblicitaria un Protocollo d’Intesa che permetterà al Ministero delle Pari Opportunità di chiedere il ritiro immediato delle immagini e delle pubblicità che offendono la dignità della donna e non rispettano le pari opportunità. Su questo blog abbiamo parlato spesso di donne e pubblicità, abbiamo addirittura una redattrice dedicata al tema – Betty Draper – … Read More

via Donald Draper

Come si classifica l’ADCI nel mondo?

Wefollow è un servizio che classifica in modo automatico la graduatoria degli utenti Twitter rispetto a cinque keyword a scelta più il luogo di residenza dell’utente.

Questa è la classifica che riguarda @adcinews, il profilo Twitter dell’Art Directors Club Italiano. Le keyword scelte sono: “advertising”, “copywriting”, “web marketing”, “art direction”, “advertising creative” e “Milano”. Come si vede, l’ADCI si situa in genere a circa metà classifica, il che non è male, per una realtà italiana in un ambito globale di lingua prevalentemente inglese e fortemente dominato dalla presenza nordamericana e anglosassone.

Ovviamente è una classifica puramente indicativa e un’accurata selezione di keyword può consentire di salire o scendere nella graduatoria a seconda della quantità di altri utenti già presenti, della tipologia di follower del proprio profilo, eccetera.

Per esempio, nella classifica “art direction” (una keyword comunque importante per l’associazione) l’Adci è molto ben posizionato, nonostante il suo profilo relativamente giovane, prima di tutto perché gli utenti sono solo novanta e poi perché un’associazione di professionisti più facilmente riesce a conquistare visibilità rispetto al singolo professionista o il singolo studio (tre settimane fa @adcinews era in seconda pagina ma lentamente sta salendo in graduatoria). In graduatorie affollatissime come “advertising la posizione è invece meno brillante (ad oggi, 5140 su 9743, nella metà inferiore).

Gli esperti di SEO (search engine optimization), SEM (Search Engine Marketing) e gli esperti di social media possono aggiungere considerazioni più raffinate.

Anticipazioni sul Manifesto Deontologico ADCI e presentazione il 4 aprile 2011

Massimo Guastini fa qui alcune considerazioni e anticipazioni sul Manifesto Deontologico dell’ADCI. La bozza di manifesto è stata scritta da Pasquale Barbella, Massimo Guastini, Maurizio Ratti e Annamaria Testa (in ordine alfabetico), e approvata dai presidenti che si sono succeduti alla guida dell’Art Directors Club Italiano. Mancano ovviamente  Emanuele Pirella e Marco Mignani. E manca purtroppo anche Pino Pilla, per gravi motivi di salute.

  • 1986
    Fritz Tschirren
  • 1987
    Pasquale Barbella
  • 1990
    Gavino Sanna
  • 1991-1992
    Aldo Biasi
  • 1993
    Pasquale Barbella
  • 1994
    Pino Pilla
  • 1995 / 1999
    Franco Moretti
  • 2000 / 2002
    Milka Pogliani
  • 2003 / 2005
    Lele Panzeri
  • 2006 / 2008
    Maurizio Sala
  • 2008 / 2010
    Marco Cremona

Il manifesto sarà presentato al Consumers Forum, all’incontro “Il consumo dell’immagine della Donna”, Roma lunedì 4 aprile 2011, h 10.00  13.00, FNSI, Corso Vittorio Emanuele II, 349, con la partecipazione di Emma Bonino e Mara Carfagna.

Pari o Dispare lancia anche a Milano il Manifesto per l’utilizzo responsabile della figura femminile in pubblicità

L’associazione Pari o Dispare presenta a Milano il 21 marzo 2011 il “Manifesto per l’utilizzo responsabile della figura femminile in advertising”. Il manifesto è stato lanciato a Roma al Senato lo scorso  19 gennaio con l’adesione di sette società multinazionali fra cui L’Oreal, Microsoft .

Alla conferenza stampa ha partecipato Massimo Guastini, presidente ADCI, che ne ha anche fatto il live-twitting. Insieme a lui anche Paola Manfroni, vicepresidente ADCI, e Annamaria Testa. La conferenza stampa è stata aperta da Cristina Molinari di Pari o dispare, in una sala gremita.

Secondo Cristina Molinari è il direttore marketing che approva certe campagne il principale responsabile. Un esempio di campagna criticabile, secondo Cristina Molinari, è una campagna intitolata “Fatti il tuo capo” dell’agenzia In Adv.

Secondo Gad Lerner non e’ il corpo nudo il problema. L’Italia sembra non vedere di come viene trattata la donna in pubblicità. All’estero il degrado nella comunicazione è nicchia. Qui invece è sistematico.

Secondo Margherita Maccapani di Missoni, omologazione e ripetizione di una perfezione inesistente annoiano. Missoni nella sua comunicazione pubblicitaria si  ispira all ‘arte.

Emma Bonino tira le conclusioni: se il brutto è diventato di moda perché non può succedere anche al bello?

La conclusione di Emma Bonino potrebbe essere interpretata così: che vantaggio c’è a fare cattiva comunicazione, quando si potrebbe farne di buona?